“Ecopsicologia: che cosa è?” è una delle domande che mi sento rivolgere più spesso dalle persone che si avvicinano ai miei percorsi di coaching e alle esperienze di gruppo in natura.
Per risponderti, ti chiedo prima di fare una riflessione: hai mai notato come una semplice passeggiata in un bosco, o persino dieci minuti in un parco cittadino, riescano a ridurre drasticamente lo stress e la tensione di una lunga giornata di lavoro?
Non è una coincidenza ed è esattamente il cuore dell’Ecopsicologia: l’incontro profondo tra l’ecologia e la psicologia.
Per comprenderla meglio, possiamo guardare ai due mondi che unisce:
- l’ecologia ci aiuta a riscoprire e prendere contatto con il mondo esteriore, la nostra casa più grande, di cui siamo parte integrante.
- La psicologia ci aiuta a prendere contatto con il nostro mondo interiore: chi siamo davvero, quali sono i nostri sogni, i nostri talenti e i nostri veri valori.
L’Ecopsicologia è un approccio transdisciplinare che unisce questi due mondi. Nasce proprio in ambito psicologico perché riconosce una dinamica fondamentale: qualsiasi impegno per prenderci cura del Pianeta (il lavoro ecologico) faticherà a mettere radici se prima non facciamo un profondo lavoro introspettivo (il lavoro psicologico).
Solo imparando a conoscere e rispettare noi stesse o noi stessi, infatti, potremo risvegliare una vera presa di coscienza verso il Pianeta Terra.
Questa disciplina ci insegna a riconoscere una verità potente: il nostro benessere interiore è strettamente legato alla salute dell’ambiente naturale che ci circonda.
La natura è stata, per migliaia di anni, la nostra unica casa. Eppure, a causa di ritmi di vita sempre più accelerati e urbani, siamo diventati sempre più disconnessi dall’ambiente naturale.
Questo distacco ha un prezzo molto alto: perdendo il contatto con la Madre Terra, finiamo per perdere il contatto con la nostra stessa origine e con la nostra vera natura.
Nella visione dell’Ecopsicologia non siamo entità separate dall’ambiente: prendersi cura della Terra significa, inevitabilmente, prendersi cura di sé (e viceversa).
Ritrovare il contatto con la natura, ritagliandosi del tempo verde, non è quindi un semplice svago, ma una necessità vitale: è il modo più naturale per riscoprire la nostra parte più profonda e ricongiungerci con la nostra natura più autentica.
Prima di approfondirla meglio, lascia che mi presenti.
Mi chiamo Stefania, sono una Life Coach e formatrice. Il mio lavoro consiste nel supportare chi si trova in una fase di transizione e di cambiamento: aiuto le persone e i team aziendali a trovare chiarezza e direzione, costruendo un piano d’azione pratico e sostenibile per affrontare le proprie sfide professionali e personali, ritrovare il proprio equilibrio e sviluppare le proprie soft skills.
Lo faccio attraverso percorsi di coaching individuale ed esperienze di gruppo in natura, in cui la natura diventa un’alleata fondamentale per il nostro sviluppo professionale e personale.
I benefici concreti per la tua vita quotidiana
A questo punto, probabilmente ti starai chiedendo: “Tutto molto interessante, ma cosa c’entra l’Ecopsicologia con la mia vita frenetica, fatta di email, riunioni, scadenze e traffico?“
C’entra tantissimo.
Anzi, c’entra proprio perché viviamo immersi in questa frenesia.
L’Ecopsicologia sottolinea quanto il contatto con la natura agisca a più livelli: rigenera il nostro benessere psicofisico, guida la crescita personale e stimola una consapevolezza ecologica fondata sulla profonda connessione con ogni forma di vita.
Praticarla significa, innanzitutto, superare l’idea che l’essere umano sia separato dalla natura, scegliendo di coltivare un legame consapevole con l’ambiente per migliorare il proprio equilibrio interiore e relazionale.
Le applicazioni pratiche di questa disciplina coprono una vasta gamma di settori.
L’Ecopsicologia unisce il contatto diretto con la natura a tecniche esperienziali (ad esempio, attraverso esperienze guidate di gruppo, percorsi di formazione, team building, percorsi di coaching individuali) con il duplice obiettivo di favorire la crescita personale e stimolare una profonda responsabilità ambientale.
Scegliere di rientrare in contatto con la natura, in modo consapevole, porta con sé molti beneficii:
- riduzione dello stress. Il nostro cervello è costantemente sovraccaricato di stimoli artificiali. Allontanarsi dagli schermi e immergersi nel verde non è solo rilassante; agisce a livello biologico, abbassando i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), l’ansia e le tensioni accumulate.
- Chiarezza mentale e capacità di focus. Il rumore di fondo delle nostre giornate ci porta spesso a vivere in uno stato di brusio mentale. Il silenzio dell’ambiente naturale, unito a ritmi fisiologicamente più lenti, aiuta ad alleggerire il carico mentale, favorisce una maggiore concentrazione e ci permette di prendere decisioni più lucide, sia sul lavoro sia nella vita privata.
- Riallineamento con te stessa (o te stesso). Quando ci allontaniamo dal frastuono della società, dalle aspettative degli altri e dai ruoli che ricopriamo ogni giorno, mettiamo in pausa le interferenze esterne e facciamo spazio a un ascolto autentico. In quello spazio diventa molto più semplice ascoltare i tuoi veri valori personali e capire come ritrovare se stessi nella natura, spogliandoti dei condizionamenti per tornare all’essenziale.
- Maggiore equilibrio emotivo. Osservare i cicli naturali ci insegna a smettere di rincorrere costantemente il futuro, aiutandoci a radicarci nel qui e ora. Questo radicamento nel momento presente è il principio fondamentale alla base della mindfulness, uno strumento potente per gestire le emozioni e vivere con maggiore consapevolezza.
I fondamenti teorici dell'Ecopsicologia
L’Ecopsicologia nasce nel 1989 grazie a un gruppo di accademici (tra cui Elan Shapiro, Robert Greenway, Alan Kanner, Mary Gomes) all’Università di Berkeley, in California, intenzionati a dare una risposta concreta al crescente malessere esistenziale e sociale derivato dalla perdita delle nostre radici terrestri.
Successivamente entra a far parte di questo gruppo anche Theodore Roszak, storico della cultura e docente universitario presso la California State University di Hayward, che pubblica nel 1992 il primo libro che definisce l’Ecopsicologia: The voice of the Earth, a cui fa seguito, nel 1995, la raccolta di saggi Ecopsychology, che presenta e lancia l’Ecopsicologia al grande pubblico.
Nel 1996, Fritjof Capra cita Roszak e l’Ecopsicologia nel suo libro La rete della vita.
In Italia il concetto è approdato ufficialmente dieci anni dopo, nel luglio 1999, durante il convegno internazionale “L’uomo e il paesaggio” a Riomaggiore, organizzato da Nives Riva e Marcella Danon.
Da quell’impulso iniziale, nel 2004 nasce a Osnago (Lecco) la prima Scuola di Ecopsicologia italiana, fondata dalla psicologa Marcella Danon insieme a Bruno Gentili, fisico ed esperto della complessità: un traguardo che ha permesso a questa disciplina di mettere solide radici formative in Italia, oltre che nel mondo.
Dall'ego all'eco: il vero cambio di paradigma
Il cuore del messaggio dell’Ecopsicologia si riassume in un necessario cambio di prospettiva:
- superare la visione antropocentrica: il modello culturale dominante in cui l’essere umano si è collocato al vertice e al centro del mondo, convinto di esserne il padrone assoluto delle risorse che il nostro Pianeta Terra ci dona.
- Abbracciare la visione ecocentrica: la consapevolezza di non essere i dominatori del mondo, ma semplicemente una delle tante espressioni della vita, insieme a piante, alberi, animali e interi ecosistemi.
L’Ecopsicologia smonta l’illusione che noi e l’ambiente siamo entità separate e ci restituisce il nostro posto all’interno di un’unica, complessa rete della vita.
La polarità "dentro-fuori" e lo specchio della natura
Da questo cambio di prospettiva deriva uno dei principi più affascinanti della disciplina: la corrispondenza continua tra il nostro mondo interiore e quello esteriore.
Se viviamo disconnessi e nella fretta, se inquiniamo e ignoriamo l’ambiente esterno, finiamo inevitabilmente per ignorare e intossicare anche il nostro mondo interiore.
L’approccio ecopsicologico inverte questo processo vizioso: aprendoci con empatia al mondo esterno e alla bellezza naturale, impariamo ad accogliere, rispettare e curare noi stesse/i e ciò che ci circonda.
Più impariamo a comprendere e rispettare la Natura fuori, più diventa fluido connetterci con la nostra autentica Natura dentro.
La crescita personale al servizio del Pianeta
In questa prospettiva, la crescita personale smette di essere puramente individuale.
Diventa il mezzo più efficace per sviluppare una lucidità profonda su chi siamo e su come ci relazioniamo con il mondo.
Compiere un lavoro su di sé guidato dai ritmi naturali permette di sciogliere blocchi, fare ordine nelle priorità e diventare persone più realizzate. E un individuo centrato, libero dai condizionamenti e sereno, si trasforma naturalmente in un cittadino del Pianeta più responsabile, empatico e creativo: una persona capace di scoprire i propri talenti e di metterli al servizio della comunità vivente nel suo senso più vasto.
La mia storia: dal rischio burnout alla rinascita nel verde
Ci tengo a raccontarti perché l’Ecopsicologia per me non è un semplice metodo di lavoro, ma il vero punto di svolta della mia rinascita, personale e professionale.
Per oltre dieci anni ho lavorato come dipendente nel settore del marketing e della comunicazione, in aziende e multinazionali.
Dall’esterno tutto sembrava perfetto, ma dentro di me sentivo frustrazione e insoddisfazione: ero insicura della mia direzione, disconnessa dalla mia vera essenza e lontana dai miei valori più profondi.
Correvo continuamente da una scadenza all’altra, in un multitasking continuo, fino ad arrivare a sfiorare il burnout.
Trascorrere almeno nove ore al giorno in spazi chiusi, illuminati da luci artificiali e costantemente davanti agli schermi, mi ha fatto sperimentare in prima persona gli effetti del cosiddetto disturbo da deficit di natura.
Quando perdiamo il contatto quotidiano con gli elementi naturali e con i cicli della terra, non accusiamo solo stanchezza fisica: si crea un vuoto interiore, una sorta di spaesamento e di malessere che finisce per intaccare la nostra stessa identità.
Il ritorno alle radici: la montagna e le api
La svolta è arrivata nel momento esatto in cui ho scelto di rallentare, smettendo di rincorrere aspettative esterne che non sentivo mie per riconnettermi, con intenzione, alla natura.
Ho riscoperto la montagna (da sempre una mia grande passione) vivendola non più solo come meta per un’escursione, ma come spazio di ascolto profondo.
In quello stesso periodo mi sono avvicinata all’apicoltura: un’esperienza, diventata poi una passione, che si è rivelata una vera e propria scuola. Osservare da vicino la vita dell’alveare, dove ogni singolo elemento coopera in totale armonia per la salute dell’intero organismo e dell’ecosistema, mi ha fatto comprendere a fondo cosa significhi davvero essere parte di una rete in cui tutto è interconnesso.
L'incontro con il Green Life Coaching e la mia missione oggi
Spinta da questo rinnovato sentire, ho incontrato l’Ecopsicologia e ho intrapreso il percorso formativo in Ecotuning e in Green Life Coaching presso la Scuola di Ecopsicologia, fondata dalla psicologa Marcella Danon e dal fisico Bruno Gentili.
Il Green Life Coaching, che unisce la concretezza del coaching all’approccio sistemico dell’Ecopsicologia, mi ha dato gli strumenti per unire i tasselli.
Integrando le mie passioni e le mie competenze con questa preziosa formazione, ho ritrovato serenità, equilibrio e, soprattutto, uno scopo chiaro.
Ho sperimentato in prima persona una verità che oggi guida ogni mia scelta: allontanandoci dalla natura finiamo per smarrire noi stesse/i, ma tornando ad abitarla con presenza e con consapevolezza possiamo ricominciare a fiorire.
Oggi, come Professional Life Coach, metto questa consapevolezza a disposizione di persone motivate e ambiziose che sentono il bisogno di fare chiarezza interiore, ritrovare la propria rotta e raggiungere traguardi professionali e personali allineati ai propri valori, e capaci di generare un impatto positivo nella società e nel mondo.
Esempi pratici: vivere l'Ecopsicologia ogni giorno
Immagina una classica giornata “no”: la sveglia che suona in ritardo, il traffico paralizzato, le notifiche continue, una to-do list infinita e, intorno a te, solo asfalto, cemento e palazzi.
Come ti senti? Come reagisce il tuo corpo? Molto probabilmente le spalle si irrigidiscono, la mandibola si stringe e il respiro diventa corto, rapido e superficiale.
Ora ripensa all’ultima volta in cui ti sei concessa (o concesso) una pausa in montagna, lungo la riva del mare o semplicemente seduta sull’erba, in un parco o in un giardino.
Ricordi la sensazione fisica immediata? Quasi senza accorgertene, il respiro si fa spontaneamente più calmo, lento e profondo.
Spostare intenzionalmente l’attenzione sull’aria che entra ed esce dal corpo è la chiave per disattivare il pilota automatico e ritornare al momento presente, soprattutto quando l’affanno della giornata rischia di disperdere le energie mentali.
In Ecopsicologia, questa consapevolezza prende forma in una pratica fondamentale: la centratura.
La centratura: un allenamento in cinque tappe
La centratura è un allenamento sensoriale e mentale che serve a diventare presenti a se stesse/i, uscire dai comportamenti automatici e aprirsi al contatto profondo con la natura.
Si sviluppa focalizzando gradualmente l’attenzione verso l’interno attraverso cinque passaggi:
- il respiro
- Il corpo
- Lo stato d’animo
- La mente
- Il centro
Dalla pratica quotidiana alle esperienze guidate in natura
Se la centratura è un allenamento prezioso che può essere coltivato anche in autonomia, l’Ecopsicologia esprime il suo massimo potenziale trasformativo quando viene vissuta all’interno di percorsi guidati.
L’obiettivo è favorire una connessione autentica con l’ambiente circostante, con la propria voce interiore e con le altre persone.
Come Professional Life Coach specializzata in Green Life Coaching, integro questi principi sia nei percorsi di coaching individuali sia nelle esperienze di gruppo che conduco in contesti naturali.
All’interno di queste esperienze combiniamo diverse pratiche, ad esempio:
- sessioni guidate di centratura e camminate in Ecomindfulness (la consapevolezza risvegliata dal contatto con gli elementi naturali).
- Esercizi di coaching, in cui la natura diventa guida e metafora per sbloccare scelte, dubbi o decisioni personali.
- Spazi di condivisione e ascolto attivo su un piano paritario, per costruire una comunicazione efficace ed empatica.
Queste attività non servono solo a rilassarsi: risvegliano i cinque sensi e l’attenzione ai dettagli, riaccendono la capacità di meravigliarsi e stimolano un pensiero più creativo e aperto. E, soprattutto, aiutano a fare emergere i propri talenti personali, nutrendo una sensibilità ecologica spontanea e una sincera empatia e curiosità nei confronti della diversità, del mondo intero e delle creature che lo abitano (animali, vegetali e umani).
Il tuo viaggio di riconnessione inizia da qui
Se stai vivendo un momento di transizione professionale o personale, se senti il bisogno di fare chiarezza per ritrovare la tua vera direzione, possiamo capire insieme come l’approccio dell’Ecopsicologia e del Green Life Coaching può aiutarti ad affrontare al meglio la tua situazione attuale.
FAQ | Domande frequenti sull'Ecopsicologia
L’Ecopsicologia è la disciplina nata dall’incontro profondo tra l’ecologia (lo studio del nostro ambiente) e la psicologia (lo studio del nostro mondo interiore).
Il suo principio fondamentale è che la salute del Pianeta e il nostro benessere psicofisico sono strettamente collegati. In termini semplici, l’Ecopsicologia ci ricorda che non siamo separati dalla natura, ma ne siamo parte integrante: ristabilire questo contatto ci permette di ridurre lo stress, recuperare l’equilibrio emotivo, vivere in modo molto più consapevole e radicato e, non per ultimo, prenderci cura del nostro Pianeta.
Anche (e soprattutto) per chi vive in contesti molto urbanizzati, i benefici dell’Ecopsicologia sono immensi. Ritagliarsi del tempo consapevole all’interno di un parco cittadino o semplicemente prendersi cura del verde, infatti, agisce come un antidoto allo stress: abbassa i livelli di cortisolo, calma il brusio mentale generato dalla frenesia quotidiana, migliora la concentrazione sul lavoro e crea lo spazio di silenzio necessario per riallinearsi ai propri valori personali.
L’Ecopsicologia è un approccio e una disciplina fortemente esperienziale che ho scelto di integrare nel mio metodo di lavoro come Professional Life Coach.
Applico concretamente i suoi principi sia nei percorsi individuali di Green Life Coaching (la mia specializzazione), sia facilitando esperienze di gruppo in ambienti naturali, con l’obiettivo di stimolare l’introspezione profonda e la crescita personale.
Una delle tecniche fondamentali che utilizziamo in questi percorsi (e da cui si parte per imparare a radicarsi nel “qui e ora”) è la pratica della centratura.
Il Green Life Coaching (la mia specializzazione) è un metodo innovativo che unisce il pragmatismo e l’orientamento agli obiettivi tipici del coaching con l’ascolto profondo e l’empatia dell’Ecopsicologia.
Questa sinergia serve, innanzitutto, ad aiutare le persone bloccate in momenti di stress o di transizione (sia lavorativa sia personale) a fare chiarezza e ritrovare la propria direzione.
Ma c’è di più: questo percorso adotta una visione sistemica. Significa che l’obiettivo della singola persona non si ferma al semplice benessere individuale, ma si espande a più ampio raggio, per creare un impatto positivo nella società e nel mondo. All’interno di questo approccio ecopsicologico, la natura diventa una potente guida e metafora: uno specchio perfetto attraverso cui riscoprire se stesse/i e far emergere il proprio potenziale.
La visione ecocentrica, promossa dall’Ecopsicologia, è un cambio di prospettiva: si passa dall’idea che l’essere umano sia il padrone del mondo (visione antropocentrica) alla consapevolezza che siamo parte integrante di una grande rete vitale. Noi siamo nel mondo insieme agli altri esseri viventi (vegetali, animali e umani) e, prendendoci cura di questa rete, ci prendiamo cura anche di noi stessi.
