Che cosa insegna la montagna

Sei mai statə in un ambiente naturale che ti fa sentire a casa? 

Ci sono luoghi che trasmettono questa sensazione.

Per me questo luogo è la montagna. 

In un precedente articolo che ho scritto, ho condiviso le 5 cose che le api mi hanno insegnato da quando sono diventata apicoltrice (se non lo hai ancora letto, lo trovi qui).

In questo articolo, la protagonista è sempre la Natura, ma stavolta la montagna.

Voglio infatti condividere le 7 lezioni di vita che la montagna mi ha insegnato durante questi ultimi anni.

Prima, lascia che mi presenti…

Sono Stefania Sarga. Sono Ecotuner certificata, grande appassionata di Crescita Personale e di Natura, Green Coach in formazione e Apicoltrice per passione.
Ho deciso di unire queste mie grandi passioni e di creare questo Blog: qui condivido risorse gratuite e strumenti utili per la tua Crescita Personale. Il filo conduttore è la Natura, nostra Maestra.

Torniamo a parlare di montagna…

Ancora prima di diventare apicoltrice, ho iniziato ad amare ancora di più la Natura proprio grazie alla montagna.

Ma non è stato amore a prima vista…

Quando ero bambina, i miei genitori mi hanno portata in montagna molte volte. Un po’ sulle spalle di papà, un po’ con le mie gambe.

Eppure la passione per la montagna non è nata subito.

Ci sono voluti anni prima di amare questo ambiente naturale. Tanti anni.

Durante l’adolescenza la odiavo, letteralmente. A volte ci penso e mi chiedo come sia stato possibile!

Eppure, ogni giorno, evolviamo. E, con noi, anche le nostre passioni e i nostri interessi.

E, per me, è stato proprio così.

Tutto è cambiato quando ho iniziato a frequentare di nuovo la montagna, e avevo superato di gran lunga i 25 anni.

Ancora oggi non so spiegare bene questo mio cambio di atteggiamento repentino verso la montagna, fino a farla diventare una vera e propria passione.

La montagna mi ha cambiata nel profondo e mi insegna tanto, ogni volta.

Vivendo la montagna, ho imparato preziose lezioni di vita.

L’importanza di uscire dalla propria zona di comfort

Grazie alla montagna, sono uscita dalla mia zona di comfort. 

Ho raggiunto cime che, anni fa, non avrei mai pensato di raggiungere.

Certo, ammetto che è necessario allenamento e impegno per affrontare sentieri con dislivello alto e che prevedono molte ore di camminata. 

Ci sono momenti, durante la salita, in cui mi chiedo “chi me l’ha fatto fare”, ma trovo sempre un valido “perché” che mi fa trovare il “come”.

Per uscire dalla zona di comfort è necessario accettare e affrontare il disagio. 

Dobbiamo stare scomodə, fare fatica, sperimentare un po’ di insicurezza e di ansia buona per potere passare al livello successivo.

Ma solo uscendo dalla propria zona di comfort, solo iniziando con il primo passo, possiamo superare molte paure, acquisire maggiore fiducia in sé, scoprire di poter fare molto più di quello che credevamo.

Per crescere, migliorare, imparare, raggiungere un obiettivo, dobbiamo per forza uscire dalla nostra zona di comfort.

La pretesa di muoverci sempre sopra un terreno stabile e pianeggiante non ci porta lontano.

L’importanza di ascoltarsi

La montagna invita a uscire dalla propria zona di comfort, ma invita anche e soprattutto ad ascoltarsi.

Ad ascoltare il proprio corpo, a essere consapevoli fin dove possiamo arrivare e spingere.

Insegna a fermarsi, quando è necessario. Perché in montagna non ci si può permettere di essere spavaldə e incoscienti.

Ho imparato che fermarmi e rinunciare alla vetta non è assolutamente una sconfitta, ma è un rispetto verso me stessa e una preziosa lezione di vita.

Un obiettivo si raggiunge in tanti piccoli passi

Dalla valle le montagne sono enormi, a volte non si vede la vetta quando si inizia il sentiero.

Ma, passo dopo passo, si sale, sempre più in alto, sempre più vicinə alla cima.

La montagna mi insegna che un obiettivo grande si compone di tanti micro obiettivi.
Ogni obiettivo parte da un primo passo e, spesso, è il più difficile.

Ma, una volta raggiunta la vetta, la sensazione, l’emozione, la soddisfazione che si provano sono impagabili!

La montagna insegna ad avere pazienza

La montagna, con la sua Natura incontaminata e selvaggia, mi ha insegnato a dare al tempo il giusto valore. A non avere fretta, ad avere pazienza, a vivere a pieno ogni istante.

Mi ha insegnato ad ascoltare il mio corpo e la mia mente, a procedere passo dopo passo, a capire che ognuno ha i propri tempi.

Frequento la montagna in tutte le stagioni e, ogni volta, mi meraviglio di fronte alla bellezza che posso ammirare in primavera, in estate, in autunno e in inverno.

La Natura ci regala sfumature di colori che cambiano da stagione a stagione e da ora a ora della giornata. La Natura, in generale, ci insegna che ogni cosa ha il suo tempo.

La montagna insegna l’essenziale

Camminare per lunghi sentieri con lo zaino in spalla ci fa capire quanto sia importante portare solo le cose essenziali.

In montagna, così come nella vita: ho imparato a essere minimalista, anche se a volte ammetto che è difficile. 

Ho imparato ad acquistare solamente ciò che è necessario, a lasciare da parte il superfluo, a volere meno cose materiali e più esperienze.

Manteniamoci leggerə, liberiamoci di ciò che non ci serve. Conta solo l’essenziale.

In montagna si impara il rispetto

La montagna regala avventura, adrenalina, ma anche tanta calma, libertà e pace. Sensazioni difficili da trovare in altri posti, almeno per me.

E qui, in mezzo a un ambiente naturale così incontaminato come la montagna, si impara ad avere rispetto per la Natura, per gli animali che la vivono, per gli altri esseri umani.

Sì, anche per gli esseri umani. Perché in montagna si incontra gente mai vista e ci si saluta. Si sorride. Si scambia qualche battuta. È il cosiddetto rito del saluto. 

Sul sentiero si è tuttə uguali. Tuttə con il proprio zaino sulle spalle e con i panorami da condividere e da vivere. 

La montagna racchiude un angolo di socialità. È una palestra di umanità e di gentilezza, un modo per sfuggire all’alienazione delle città.

La forza della gratitudine

La montagna mi insegna a non dare nulla per scontato e a essere grata per tante cose.

Per la bellezza e la vastità che mi circonda, per rendermi conto di quanto sono piccola di fronte alle montagne, per l’ultimo sorso d’acqua, per le persone incontrate lungo il cammino, per i rifugisti con cui ho scambiato qualche parola, per le albe e i tramonti che ho ammirato, per sentirmi viva ogni volta.

E grata, soprattutto, per le persone con cui ho condiviso e condivido tanti percorsi di trekking (ognuna di loro mi ha insegnato parecchio!).

Quante lezioni ci insegna la montagna, vero?

La montagna diventa una metafora per la vita.

Perché non sempre ci sentiamo motivati. Ci saranno giorni in cui ci sembrerà di non farcela.

Ma questo fa parte del cammino. 

Con la forza, la costanza e la determinazione, un passo dopo l’altro andiamo avanti, verso l’obiettivo. 

E, ogni tanto, fermiamoci, guardiamo il panorama, riflettiamo, pensiamo a dove stiamo andando, in linea con i nostri valori e con la nostra essenza.

Voglio concludere questo articolo con alcune righe che ho letto qualche mese fa (non conosco l’autore o autrice, purtroppo) e che racchiudono il mio pensiero per la montagna:

Chiedimi perché vado in montagna. 

Chiedimi perché, quando il resto mi sta stretto, l’unica via è il sentiero. 

Chiedimelo.

Perché?

Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili. Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.

Perché l’unico peso è lo zaino. Non c’è peso per il cuore.

Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. Solo un passo dietro l’altro.

Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.

Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c’è il tuo corpo, che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. 

C’è il cielo con i suoi umori. Non si scherza con la pioggia, il vento, la neve o la notte. 

Devi fare molta attenzione, e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano. Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.

In montagna puoi e devi essere presente a te stesso, senza distrazioni.

Forse è per questo che, sopra tante vette, telefonini e internet funzionano a singhiozzo… è la natura che ti dice: “Lascia stare, lascia stare il superfluo. Stai con gli amici. Stai con gli animali. Stai con te stesso. Non ti serve nient’altro”.


Grazie alla montagna, alle escursioni in compagnia e in solitaria, ho conosciuto veramente me stessa. 

La montagna mi ha cambiata nel profondo. E le sono immensamente grata.

E a te, piace andare in montagna? Quale ambiente naturale ti rispecchia di più?

Se vuoi condividere le tue riflessioni e i tuoi pensieri, ti invito a compilare questo form oppure a scrivermi in DM sulla mia pagina Instagram

Ti leggerò e ti risponderò con molto piacere!

Un abbraccio,

Stefania 

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