Viaggio in Thailandia: 8 cose che ho imparato

In questo articolo voglio condividere con te 8 lezioni di vita che ho imparato dal mio viaggio in Thailandia. Lezioni che sono legate alla crescita personale.

Era da tanto che sognavo di poggiare i piedi nella cosiddetta “Terra del sorriso”. 

È stato un viaggio meraviglioso e intenso, il primo nel Sud-est asiatico. È stato un viaggio che mi ha insegnato tanto e le emozioni provate sono state molte!

Prima lascia che mi presenti…

Mi chiamo Stefania, sono Green Life Coach ed Ecotuner certificata, grande appassionata di Crescita Personale e di Natura, e Apicoltrice per passione.

Ho deciso di unire queste mie grandi passioni e di creare questo Blog: qui condivido risorse gratuite e strumenti utili per la tua Crescita Personale.

Il filo conduttore è la Natura, nostra Maestra.


Quando ho finito l’università, ormai 11 anni fa, ho deciso di trascorrere 4 mesi in Inghilterra, come ragazza alla pari, in una cittadina a metà strada tra Guildford e Brighton. 

Ricordo che, durante i fine settimana, mi piaceva esplorare i posti nuovi che potevo raggiungere in treno. 

Credo che sia stata proprio questa esperienza a farmi amare l’Inghilterra e il viaggio, in senso generale. 

Amo esplorare, amo conoscere nuove culture, amo i viaggi on the road. Sì, quelli stancanti, dove ci si sposta quasi ogni giorno, ma che riempiono il cuore e la mente.

E ora arriviamo al viaggio in Thailandia…

Ho iniziato questo viaggio a fine 2022, grazie al libro “Il Cuore della Thailandia” di Lucia Giovannini. Volevo iniziare a conoscere questo Paese, con i consigli di una grande donna, Lucia, che ha deciso di trasferirsi in Thailandia anni fa.

La filosofia orientale mi affascinava già da tempo. 

Ma, dopo la lettura di quel libro, ho deciso che il mio prossimo viaggio sarebbe stato proprio lì.

Ed è così che il 5 agosto 2023 sono partita e ho realizzato uno dei miei sogni e obiettivi.

Quali sono le 8 cose che ho imparato da questo viaggio?

La gentilezza è contagiosa

La gentilezza è un tratto distintivo del popolo thai.

Le persone sono pronte ad aiutare, sono accoglienti e salutano per strada senza che ti conoscano (attenzione: in Thailandia la stretta di mano non è il segno di saluto e gli abbracci non rientrano nella loro tradizione).

Ricordo un episodio, in particolare: avevo deciso di fare un breve trekking sulla piccola isola di Ko Tao. Il sentiero portava a un tempio buddista, il Phra That Koh Tao. 

Una volta arrivata in cima, oltre ad aver ammirato un paesaggio meraviglioso, ho sentito alcune voci in lontananza. Mi sono avvicinata e c’era un monaco che stava facendo una videochiamata. Appena mi ha vista, mi ha salutata e mi ha dato il benvenuto con un grande sorriso.

In Thailandia, ho visto tanta gentilezza e rispetto anche nei confronti dell’ambiente. 

Le strade erano pulite, i rifiuti ai bordi della carreggiata non c’erano, a differenza della sporcizia che vedo spesso sulle strade italiane.

Il popolo thai manifesta la gentilezza anche attraverso una loro tradizione: quella di togliere le scarpe prima di entrare in casa, nei templi oppure nei negozi. 

“Please, take off your shoes.”

Secondo i thailandesi, i piedi sono la parte del corpo che rimane più a lungo a contatto con il terreno e che è, quindi, considerata più sporca.

Se i piedi sono considerati sporchi, le scarpe lo sono ancora di più, ed è per questo motivo che, in Thailandia, c’è l’usanza di togliersi le scarpe. Togliersi le scarpe è un segno di rispetto.

Quanto possiamo imparare dalla cultura thailandese! 

Basta davvero poco per un saluto, per un sorriso, per essere gentili. 

La Thailandia è davvero la Terra del sorriso

Quanti bei sorrisi durante le tre settimane che ho trascorso in Thailandia! 

Il popolo thailandese trasmette gioia. 

Gentilezza e gioia sono davvero tratti distintivi del popolo thai. 

È un paese non ancora industrializzato, dove in molte aree la povertà è alta. Eppure, il sorriso non manca mai e trasmette la ricchezza interiore di questo popolo.

Mai Pen Rai

La Thailandia è un paese dove anche le difficoltà e i problemi quotidiani vengono affrontati con il sorriso.

C’è un’espressione che usano spesso: “Mai Pen Rai”, ossia “non importa”. 

È l’arte del lasciar correre, del non preoccuparsi così tanto, perché una soluzione si troverà. 

Se una persona si scorda di chiamare un’altra persona, ad esempio, quest’ultima risponderà “Mai pen rai”. 

Penso alle reazioni che noi occidentali abbiamo di fronte agli imprevisti (ad esempio, se si è bloccati nel traffico, se il corriere consegna un pacco in ritardo, ecc). Ce la prendiamo, teniamo il muso, rimuginiamo, ci arrabbiamo.

Facciamo fatica a lasciare andare.

Ed ecco, quindi, che il popolo thai ci insegna questa importante lezione: “Mai pen rai”.

Tutti noi dovremmo provare a mettere in pratica questa filosofia, ad essere più pazienti e tolleranti. Si vive meglio!

Provare gratitudine per ciò che ho

Durante un viaggio notturno in treno, ho visto una bambina thailandese dormire per terra, nel vagone del bar. Era la figlia della cameriera. Dormiva sopra un piccolo materasso, con alcune coperte e alcuni peluche. Sotto il materasso c’era del cartone.

Quella scena mi ha commossa. Ho pensato a quanti viaggi in treno avrà fatto quella bimba con la sua mamma, a quante persone e a quanti viaggiatori le avranno sorriso. 

E ho pensato anche a quanto siamo fortunati alle comodità che abbiamo e a dove viviamo.

Di fronte a questa scena, ho pensato subito a quanto posso essere grata ogni giorno di tante piccole cose.

Ho donato alla mamma dei pennarelli che avevo nello zaino. Mi si è riempito il cuore!

La felicità sta nelle piccole cose. Less is more

Il viaggio in Thailandia mi ha fatto capire che cosa conta davvero nella vita. Poche cose. 

Mi ha dato la conferma di quanto il consumismo stia sempre più dilagando nella nostra società e che, in realtà, non abbiamo bisogno di tutte le cose che compriamo.

Da questa riflessione, mi porto a casa questa domanda che mi farò ogni volta che voglio acquistare qualcosa: “Mi serve davvero?

Osservare la vita thailandese mi ha fatto comprendere che basta poco per essere felici. 

E che è importante ricercare la propria essenza, la propria autenticità, la propria armonia, dando valore a se stessə e dando valore a ciò che conta veramente, grazie alle piccole cose.

La vita è davvero qui e ora

Ho vissuto questo viaggio vivendo appieno il momento presente. 

Ho staccato la mente dalla vita frenetica di tutti i giorni.

Ho visitato templi buddisti e parlato con persone del posto. 

La filosofia orientale dà una grande importanza al presente. Il qui e ora è un concetto che arriva dal mondo orientale della tradizione Buddhista e si intende la consapevolezza del tempo presente come unica forma di tempo che possiamo vivere.

Il tempo presente è sottolineato anche nella lingua thai. In thai non esistono tempi verbali e si utilizza la stessa forma verbale, ossia l’infinito.

Parlare all’infinito spinge a fissare l’attenzione su un eterno presente. Il presente è l’unico momento che esiste davvero.

Il concetto del qui e ora mi ha fatto riflettere ancora di più dopo il viaggio in Thailandia.

Nelle nostre vite frenetiche della società occidentale sembra che non ci sia spazio per fermarsi e prendersi qualche secondo solo per “sentire” che stiamo vivendo, nel momento presente.

Ma, se ci pensi, a che cosa serve tutta questa fretta?

È solo immergendoci completamente nel momento presente, vivendo con consapevolezza ogni istante della nostra esistenza, che ogni cosa diventa più intensa.

E la Thailandia, patria della meditazione, ce lo insegna. La meditazione è uno strumento potente che ti può aiutare a sviluppare la consapevolezza del momento presente.

Imparare a non giudicare

Questa è una lezione imparata quando ho iniziato a viaggiare anni fa e che vale per tutti i viaggi che ho fatto, soprattutto nei Paesi con una cultura completamente diversa da quella occidentale (ad esempio, Marocco, Giordania e, appunto, la Thailandia).

Viaggiare aiuta a capire che ognuno di noi guarda il mondo dal proprio punto di vista. 

Viaggiare aiuta a sospendere il giudizio e a rispettare l’altro.

Viaggiare allarga la mente

Viaggiare in un Paese non occidentale aiuta ad allargare ancora di più la mente. 

La cultura è diversa, le abitudini sono diverse, il cibo (buonissimo!) è diverso, i valori sono diversi.

Ed è proprio questa diversità che arricchisce la mente, il cuore e la propria essenza.

In generale, viaggiare mi ha permesso di capire che esistono punti di vista diversi dal proprio e di mettermi alla prova in situazioni nuove e sconosciute.

Uscire dalla comodità della propria cultura è prezioso per arricchire se stessə.

 

Credo che viaggiare e scoprire posti nuovi sia uno dei migliori strumenti per la propria crescita personale.

E tu, sei mai statə in Thailandia?

Qual è la lezione più importante che hai imparato viaggiando?

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A presto. Un abbraccio,

Stefania