Come praticare la gratitudine: una guida pratica per il tuo benessere

Come praticare la gratitudine?
Questa è una delle domande che le mie clienti e i miei clienti mi pongono spesso quando, durante i nostri percorsi, arriviamo a parlare di questa preziosa virtù da coltivare per il proprio benessere mentale ed emotivo.

Questo articolo vuole essere proprio questo: la mia personale guida per aiutarti a iniziare.

Nelle prossime righe ti spiegherò i benefici di questa pratica, condividerò un pezzo della mia esperienza personale e ti offrirò strumenti concreti per introdurre questa abitudine positiva nelle tue giornate. Infine, ti inviterò a un momento molto speciale: “La Gratitudine del Lunedì”, un incontro gratuito online, in cui potremo praticarla insieme.

Prima, però, lascia che mi presenti.

Mi chiamo Stefania e sono una Life Coach. Il mio lavoro consiste nel supportare le persone che si trovano in una fase di transizione e di cambiamento. Ti aiuto a trovare chiarezza e direzione, costruendo un piano d’azione pratico e sostenibile per cambiare lavoro, lanciare un tuo progetto o ritrovare il tuo equilibrio.

Lo faccio attraverso percorsi di coaching individuale in cui la Natura diventa un’alleata fondamentale per la nostra evoluzione.

Donna che guarda in camera sorridente

Hai presente quella sensazione di insoddisfazione vaga, difficile da spiegare, ma costantemente presente? Quella sensazione che ti fa sembrare che tutto vada storto e ti porta a lamentarti per ogni minima cosa?

Qualche anno fa mi trovavo esattamente lì. 

Svolgevo un lavoro che non mi apparteneva più, stavo affrontando la fine di una relazione e una voce interiore, sempre più insistente, mi sussurrava: “Così non va”.

In quel periodo, la mia mente si focalizzava su ciò che mi mancava.

Proprio in quel periodo iniziai a leggere “L’arte della felicità” del Dalai Lama. 

Un passaggio, in particolare, mi risuonò molto:

La felicità è determinata più dallo stato mentale che dagli eventi esterni.

Parlava, appunto, di gratitudine.

Un concetto che avevo sentito nominare molte volte, ma che fino a quel momento avevo sottovalutato. 

All’inizio ero scettica. Mi chiedevo se i benefici dimostrati dalla scienza fossero reali o se fosse solo l’ennesima moda della “positività tossica” che mi aveva sempre infastidita.

E invece, provando con costanza, ho scoperto quanto questa pratica sia trasformativa.

Che cos'è la gratitudine

La vera gratitudine non è una fuga dalla realtà, né uno stratagemma per ignorare il dolore, la sofferenza o le difficoltà.

Se leggiamo la definizione sul dizionario, la gratitudine è un:

Sentimento e disposizione d’animo che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare.

(Fonte: Treccani)

Per quanto corretta, credo che questa definizione non ne trasmetta la vera essenza.

La gratitudine è prima di tutto un atteggiamento mentale, una scelta consapevole. 

È la capacità di riconoscere ciò che c’è di bello e di funzionante nel qui e ora, senza filtri né forzature.

Significa accettare gli alti e bassi della vita, imparando a guardare le piccole cose con occhi nuovi. Può significare iniziare la giornata godendosi il calore del sole sul viso, o chiuderla dicendo grazie per un gesto gentile ricevuto da uno sconosciuto. Non serve che accada nulla di straordinario.

La gratitudine è un muscolo e, come tale, ha bisogno di essere allenato ogni giorno.

I benefici: perché praticare la gratitudine cambia la vita

Non è solo filosofia: le neuroscienze e la psicologia confermano che praticare la gratitudine con costanza riprogramma il nostro cervello.

Integrarla nella tua routine con costanza porta benefici profondi e tangibili:

  • migliora la salute mentale: riduce i livelli di stress, ansia e il rimuginio.
  • Aumenta il senso di felicità: sposta il focus da ciò che manca a ciò che c’è, migliorando il senso di soddisfazione generale.
  • Rafforza l’autostima: ci fa sentire più capaci, supportati e in pace con noi stessi. Imparare a notare il valore di ciò che ci circonda e dei nostri piccoli traguardi è, infatti, un ottimo punto di partenza se in questo momento ti stai chiedendo come aumentare l’autostima e ritrovare fiducia in te.
  • Migliora le relazioni: esprimere gratitudine verso gli altri crea connessioni più empatiche e profonde.
  • Porta benefici fisici: aiuta ad abbassare la pressione sanguigna e migliora la qualità del sonno.
  • Sviluppa la resilienza: migliora la nostra capacità di affrontare i problemi e i momenti di crisi.

La gratitudine non si limita a cambiarti l’umore per qualche minuto. Cambia le lenti attraverso cui guardi la tua vita.

Come praticarla ogni giorno: da dove iniziare

All’inizio mi sentivo quasi ridicola a sedermi e chiedermi per cosa potessi essere grata.

“Oggi sono grata per l’acqua calda della doccia?”, mi domandavo con un po’ di ironia.

E invece sì, esattamente per quello. 

Perché è proprio scardinando l’idea di dare le cose per scontate che si cambia prospettiva (una consapevolezza che mi ha colpita ancora di più tornando da viaggi in Paesi asiatici, dove lo stile di vita è profondamente diverso dal nostro).

Se ti stai chiedendo come praticare la gratitudine concretamente, ecco il rituale serale che utilizzo io e che puoi sperimentare fin da oggi:

  • prenditi dai 2 ai 5 minuti prima di addormentarmi. È un ottimo momento di introspezione per riavvolgere il nastro della giornata. Non esiste un momento giusto o sbagliato. Magari per te funziona meglio la mattina appena sveglia/o. L’importante è scegliere una fascia oraria e mantenerla costante, affinché diventi un’abitudine radicata.
  • Tieni un diario della gratitudine e scrivi 3 cose specifiche per cui sei grata o grato.
  • Quando il tuo umore sarà particolarmente basso, prendi l’abitudine di rileggere ciò che hai scritto.

Se all’inizio fai fatica a trovare le parole, aiutati con queste domande guida:

  • qual è stata la cosa più bella accaduta oggi?
  • Cosa o chi mi ha ispirato?
  • Chi mi ha fatto sorridere oggi?
  • Quale piccolo dettaglio mi ha fatto sentire viva/o?
  • Chi mi ha dato una mano (anche solo, ad esempio, tenendomi aperta la porta)?

Un'alternativa: la camminata consapevole

Se scrivere non fa per te, ti invito a sperimentare un’altra pratica molto utile che unisce il movimento, la presenza mentale e il potere rigenerante della natura.

La prossima volta che esci a camminare (in un parco, in montagna, o anche nel tuo quartiere), lascia il telefono in tasca o in modalità aereo. 

Per 10 minuti, cammina con l’unico scopo di notare consapevolmente le cose che ti circondano e per cui puoi essere grata/o.

Sii specifica/o e usa i sensi: il profumo della terra umida, i colori delle foglie o dei fiori, il vento, la capacità del tuo corpo di camminare.

Questa pratica unisce i benefici della mindfulness con la gratitudine, radicandoti nel momento presente.

Quando essere grati diventa spontaneo

Praticando con costanza, accade una cosa meravigliosa: a un certo punto non hai più bisogno di “sforzarti”. Il “muscolo” della gratitudine si attiva da solo.

Mi succede spesso durante i miei trekking in montagna.

Mi ritrovo davanti a un panorama che mi trasmette, ogni volta, meraviglia. Non ho con me il quaderno, non sto facendo il mio esercizio serale. Eppure, in quel preciso istante, vengo invasa da un senso di gratitudine spontanea e autentica.

È in quei momenti che capisco che questa pratica è diventata parte di me ed è lo stesso risultato che auguro di cuore anche a te.

Un invito per te: partecipa a "La Gratitudine del Lunedì"

Se senti che è arrivato il momento di fare spazio a un nuovo modo di osservarti e di vivere, ma vorresti iniziare insieme ad altre persone, ho creato qualcosa per te.

Ti invito a partecipare a “La Gratitudine del Lunedì”.

È un incontro online e gratuito, che tengo ogni primo lunedì del mese alle ore 21:00.

Dura solo 20-30 minuti: un momento semplice e autentico per rallentare, ascoltarci e riconnetterci insieme.

Se vuoi ricevere il link per collegarti alla prossima diretta e iniziare a praticare con noi, unisciti alla community Spazio Quercia.

Vuoi trasformare il cambiamento in un'opportunità?

La gratitudine è una risorsa preziosa capace di farti guardare alla vita con occhi nuovi. 

Quando si attraversa un momento di transizione lavorativa o di cambiamento, è normale non riuscire a vedere subito “il lato bello”. 

A volte, per ritrovare la lucidità e sbloccarsi, non basta un quaderno: serve qualcuno che ci faccia le domande giuste.

Se in questo periodo ti senti in stallo, confusa/o o pronta/o a voltare pagina ma non sai da dove iniziare, non devi fare tutto da sola/o.

Attraverso i miei percorsi di coaching individuale, ti aiuto a fare chiarezza e a ritrovare il tuo equilibrio (anche grazie al potere rigenerante della Natura). 

Insieme lavoreremo sulle tue risorse interiori per costruire una direzione chiara e un piano d’azione concreto per cambiare lavoro, dare vita a un tuo progetto o ritrovare il tuo equilibrio.

FAQ - Domande frequenti sulla pratica della gratitudine

Spesso associamo la gratitudine alla buona educazione, a quel grazie che diciamo in modo quasi automatico quando qualcuno ci fa un favore. Ma la gratitudine come pratica di benessere è qualcosa di molto più profondo: non è un semplice atto di cortesia e non è nemmeno un’emozione passeggera che proviamo solo quando riceviamo un regalo dalla vita.

Avere gratitudine significa sviluppare una presenza intenzionale. È la capacità di accorgersi della bellezza che si nasconde nella quotidianità, anche nelle giornate più ordinarie o faticose. È uno sguardo che non nega le difficoltà o la sofferenza, ma sceglie attivamente di non farsi accecare da esse.

Avere gratitudine significa fare spazio. Fare spazio alla meraviglia per ciò che c’è già, smettendo di rimandare la propria serenità a un futuro ipotetico in cui tutto sarà perfetto.

La positività tossica impone di essere sempre felici, invalidando le emozioni più ingombranti (es. “Non essere triste, c’è chi sta peggio!”).

La gratitudine consapevole, invece, accetta che tu possa essere triste, stanca o arrabbiata per una situazione, ma ti invita a notare che, contemporaneamente, c’è anche qualcosa di buono nella tua vita.

No. Spesso si tende a confondere la gratitudine con la rassegnazione o con la passività, come se essere grati significasse farsi andare bene qualsiasi cosa, anche una situazione che ci fa soffrire.

Praticare la gratitudine non significa che devi rimanere incastrata/o in un lavoro che non ti piace o in una relazione che ti spegne. Significa, invece, riconoscere il valore di ciò che c’è di buono mentre cammini verso ciò che desideri. Ti permette di agire partendo da uno stato di centratura, anziché di frustrazione e senso di mancanza.