Ti è mai capitato di voler raggiungere un obiettivo che ti sta a cuore e ritrovarti, dopo poco tempo, a vagare senza una direzione chiara?
Quando ci sentiamo persi, l’istinto ci porta subito a cercare scorciatoie all’esterno: andiamo alla ricerca di formule o strategie rapide da applicare.
La società di oggi ci ha condizionati ad accelerare, alimentando l’illusione che ogni traguardo sia a portata di clic. Eppure, la verità (quella più autentica e a volte più scomoda) è che nessun cambiamento significativo funziona così.
Raggiungere un traguardo che conta davvero, e che ha il potere di trasformarti, richiede tempo. Richiede costanza, un impegno gentile verso te stessa/o e, soprattutto, una profonda consapevolezza.
In questo articolo voglio condividere alcuni insegnamenti che ho sperimentato in prima persona e che vedo riaffiorare spesso nelle storie delle persone che scelgono di intraprendere un percorso di coaching individuale con me.
Per raccontarti tutto questo lascerò la parola a una delle mie più grandi maestre di vita: la montagna.
Se ancora non mi conosci, mi chiamo Stefania Sarga, sono una Life Coach e formatrice. Dopo aver lavorato per oltre 10 anni come dipendente nel settore della comunicazione e del marketing, vivendo periodi di forte stress e sfiorando il burnout, ho ritrovato il mio equilibrio e i miei valori grazie alla natura, soprattutto grazie alla montagna e all’apicoltura.
Queste, per me, non sono solo passioni, sono le ancore che mi hanno riportata a me stessa.
Oggi, il mio lavoro è diventato la mia missione: supporto persone ambiziose a raggiungere i propri obiettivi, professionali e di vita.
Lo facciamo insieme non correndo più veloce, ma guidandoti a fiorire, con i tuoi tempi e al tuo ritmo, esattamente come la Natura ci insegna a fare.
Perché raggiungere un obiettivo è come salire una montagna
Fermati un attimo e prova a visualizzare la scena.
Ti trovi ai piedi di una montagna, proprio all’inizio del sentiero.
Allacci bene gli scarponi, alzi lo sguardo e cerchi con gli occhi la cima. Sta lassù, imponente, a tratti coperta da una leggera foschia. Dal fondovalle ti sembra gigantesca e lontanissima.
Dentro di te arriva subito un pensiero di esitazione: “Ma riuscirò davvero ad arrivare fin lassù?”
Quando ti chiedi come raggiungere un obiettivo importante (che si tratti di una svolta nella tua vita, professionale o privata, di ritrovare il tuo equilibrio personale o di realizzare un progetto che hai nel cuore da tempo), la sensazione è esattamente la stessa.
Guardi la meta dal punto in cui ti trovi oggi e la vedi sproporzionata rispetto alle tue forze e alle tue capacità, quasi fosse un’impresa riservata solo a chi è più allenato o fortunato, come molte persone dicono.
L’illusione più grande in cui cadiamo è credere che la strada sia sempre una linea retta, asfaltata e priva di ostacoli.
Nella nostra testa tracciamo un percorso lineare: si parte, si cammina a ritmo sostenuto e si arriva in cima.
Ma il raggiungimento degli obiettivi assomiglia in tutto e per tutto a un sentiero di montagna.
È fatto di svolte che non ti aspettavi, di falsipiani che sembrano non finire mai e di salite ripide che ti spezzano il fiato.
La montagna ci insegna che non si arriva in quota per un colpo di fortuna o per magia.
Serve preparazione, certo, ma soprattutto serve la giusta mentalità e la capacità di riorganizzare i piani quando necessario.
E c’è una verità ancora più profonda che scopri passo dopo passo: la vetta è solo un punto sulla mappa.
La vera crescita personale, la trasformazione più autentica, non avviene nell’istante preciso in cui tocchi la croce sulla cima, ma si compie lungo l’intero percorso.
Quando finalmente arrivi in alto, scopri che la conquista più grande non è solo il panorama che ti si apre davanti, ma tutto il processo che hai vissuto, la persona più forte, resiliente e consapevole che sei diventata/o per arrivare fin lassù.
Parti da un passo alla volta
Ma come si comincia ad affrontare una salita così lunga senza lasciarsi paralizzare dalla distanza?
Per intraprendere questa trasformazione, c’è un’unica regola fondamentale da seguire all’inizio: concentrarsi esclusivamente sul primo passo.
Ti è mai capitato di guardare un nuovo progetto da realizzare o un grande desiderio da concretizzare, e avvertire quel classico nodo allo stomaco?
Quando ci poniamo traguardi ambiziosi, la mente tende ad andare subito avanti, pensando a tutta la distanza che separa il punto in cui ci troviamo oggi da dove vorremmo essere.
In quel preciso istante, arriva la paura di non farcela, di non essere all’altezza o di esaurire le energie lungo la strada, bloccandoci prima ancora di aver fatto il primo tentativo.
Capita spesso quando affrontiamo grandi cambiamenti di vita o di carriera: magari ti ripeti “Voglio cambiare lavoro ma ho paura“, e quel timore finisce per bloccarti prima ancora di aver provato.
Il passo più pratico per capire come raggiungere un obiettivo senza lasciarsi schiacciare dal suo peso è uno solo: imparare a scomporlo in micro obiettivi.
Ogni vetta raggiunta non è altro che la somma di centinaia di piccoli passi, uno dopo l’altro. Se quando sei sul sentiero continui a tenere la testa piegata all’insù, fissa sulla cima in alto, la strada ti apparirà infinita.
Ma quando decidi di spostare lo sguardo e ti concentri solo sui prossimi due metri davanti ai tuoi piedi, la prospettiva cambia completamente.
La verità è che non ti serve avere tutto sotto controllo per iniziare a trasformare la tua vita, così come non ti serve vedere la vetta con nitidezza per cominciare a camminare.
Che tu stia sognando una svolta lavorativa, una nuova routine di benessere o un progetto personale, non hai bisogno di prevedere ogni eventuale imprevisto che si presenterà tra tre mesi, né di possedere la strategia perfetta per l’intero viaggio.
Ti basta avere la chiarezza e l’intenzione di compiere l’azione concreta più vicina a te: fare il prossimo piccolissimo passo, qui e ora.
È proprio l’accumulo costante di queste micro decisioni quotidiane che, senza che tu te ne accorga, ti porterà a realizzare il tuo traguardo più grande.
Quando il traguardo ti spaventa, riducilo fino a farlo diventare un micro obiettivo accessibile: una mail da inviare, una pagina da leggere, dieci minuti dedicati a te.
Concentrati sul piede che stai appoggiando a terra in questo istante; della vetta si occuperà la costanza del tuo cammino.
Accetta la fatica del percorso
Mantenere questa costanza, tuttavia, non significa che la strada sarà sempre pianeggiante o priva di sforzo.
Procedere passo dopo passo richiede di mettere in conto la salita e imparare ad accettare la fatica lungo il cammino.
Lo scrivo in tutta trasparenza: per me la montagna non è stata affatto un amore a prima vista.
Da bambina i miei genitori mi portavano spesso a camminare, ma durante l’adolescenza la odiavo letteralmente. Se qualcuno mi avesse detto allora che un giorno la montagna sarebbe diventata il mio rifugio e la mia più grande maestra di vita, gli avrei riso in faccia.
Ci sono voluti anni (e soprattutto la necessità di ritrovare me stessa dopo un periodo di forte stress lavorativo) per amare questo ambiente naturale.
Quando sono tornata a camminare in quota, in una fase della mia vita in cui ero alla ricerca di risposte su come ritrovare se stessi e trovare i miei valori personali, la montagna mi ha trasformata nel profondo.
Superare ostacoli che un tempo mi sembravano insuperabili è stato fondamentale per capire come aumentare l’autostima e riscoprire la fiducia nelle mie risorse.
Ancora oggi, nelle salite con i dislivelli più ripidi, mi capita di fermarmi e chiedermi con: “Ma chi me l’ha fatto fare?”.
Succede in montagna e succede nella vita ogni volta che stiamo provando a cambiare qualcosa di importante.
Eppure, proprio in quel secondo di pausa, ritrovo il mio “perché”. Ritrovo la ragione profonda che mi ha spinta a mettermi in gioco. E quando il tuo perché è abbastanza solido, trovi sempre il come per fare un altro metro che ti permette di raggiungere un obiettivo.
Per evolvere, migliorare e realizzare i nostri progetti dobbiamo accettare di stare un po’ scomodi.
La pretesa di muoverci sempre e solo su un terreno sicuro, pianeggiante e privo di sforzo ci regala un’illusione di tranquillità, è vero, ma non ci porterà mai ad evolvere davvero.
Il panorama più bello si svela soltanto a chi ha avuto il coraggio di attraversare la salita.
Impara ad ascoltarti
Accettare la fatica, però, non significa spingersi oltre il proprio limite di resistenza.
Se la salita richiede impegno, la montagna ti insegna parallelamente una lezione ancora più importante: bilanciare lo sforzo con la capacità di fare silenzio e ascoltarti.
La montagna ha una capacità straordinaria: sa metterti di fronte ai tuoi limiti e spingerti a superarli.
Eppure, la lezione più profonda che mi ha regalato non riguarda lo spingersi oltre a tutti i costi, ma l’imparare ad apprezzare il silenzio e ad ascoltarmi davvero.
Nella vita di tutti i giorni ci hanno insegnato che per raggiungere gli obiettivi bisogna sempre stringere i denti, ignorare la stanchezza e tirare dritto a qualunque costo.
Ma spingersi costantemente oltre ogni limite non è una medaglia al valore: ci priva delle risorse necessarie per gestire lo stress quotidiano e ci toglie la possibilità di prevenire il burnout prima che sia troppo tardi.
Sono condizioni che ho conosciuto fin troppo bene sulla mia pelle e che rivedo spesso in chi vuole attuare un cambiamento nella propria vita.
Per raggiungere un traguardo importante in modo davvero sano e sostenibile, non puoi ignorare i tuoi ritmi naturali.
Non puoi far finta che quel senso di sopraffazione o l’ansia non esistano, dicendoti che “devi solo resistere un altro po’”.
In montagna ci sono giornate in cui il meteo cambia all’improvviso o il corpo ti dice chiaramente che per oggi hai dato tutto.
Nella vita di tutti i giorni funziona allo stesso modo: ascoltare un momento di stallo, concederti una pausa o aggiustare la rotta non significa fallire nel tuo obiettivo di vita.
Al contrario, è un atto di profondo rispetto verso di te e verso la tua meta, perché ti garantisce di avere le risorse per arrivarci davvero, senza bruciarti lungo la strada.
Coltiva la pazienza
Imparare ad ascoltarsi e a rispettare i propri segnali è il vero antidoto alla fretta.
Quando smetti di forzare i tuoi limiti fisici ed emotivi, inizi a comprendere la necessità di coltivare un’altra grande virtù: la pazienza.
Viviamo immerse ed immersi in un mondo che viaggia a duecento all’ora.
Un contesto dominato dal mito del “tutto e subito”, dove basta un clic per ordinare qualunque cosa e un secondo per ricevere una risposta.
Senza accorgercene, siamo stati condizionati a credere che anche i nostri traguardi più profondi dovrebbero seguire la stessa velocità. Pretendiamo da noi stessi risultati immediati e successi senza attesa.
Ma la natura ci insegna il ritmo delle stagioni e la pazienza: non puoi accelerare l’arrivo della primavera, così come non puoi chiedere a un albero di crescere in una notte.
La montagna ci ricorda che raggiungere obiettivi importanti richiede tempo, cura e un profondo rispetto per i propri tempi interiori.
Prova a pensarci: cosa succederebbe se decidessi di affrontare una salita di mille metri di dislivello partendo subito di corsa? La risposta la conosci già.
Dopo dieci minuti ti ritroveresti con il cuore in gola e le gambe completamente stanche, saresti costretta/o a fermarti e, molto probabilmente, a rinunciare alla camminata.
Allo stesso modo, quando cerchi di forzare un cambiamento lavorativo o una svolta personale spingendo sempre e solo sull’acceleratore, finisci per consumare tutta la tua energia prima ancora di aver intravisto la metà del cammino.
La montagna mi ha insegnato la pazienza e la costanza.
Mi ha mostrato che un passo lento e regolare, mantenuto per ore senza cedere all’ansia di arrivare, porta più in alto di cento metri percorsi velocemente.
Nel percorso per raggiungere un obiettivo che ti sta a cuore, la determinazione e la continuità battono la fretta ogni volta.
Impara a fidarti del tuo ritmo e a concedere al tuo cammino il tempo di cui ha davvero bisogno per compiersi.
Concentrati sui progressi e non solo sulla vetta
Quando impari a procedere con il tuo ritmo e con la giusta pazienza, cambia anche il modo in cui guardi la strada: smetti di vivere con l’ansia per la meta lontana e inizi a fare caso a ciò che stai costruendo passo dopo passo.
Hai presente quella sensazione che si prova quando si cammina tenendo la testa piegata all’insù, fissa sulla croce di vetta?
La cima sembra non avvicinarsi mai e, passo dopo passo, dentro di te si fa strada l’illusione di essere bloccata/o sempre nello stesso punto. La fatica raddoppia e la frustrazione prende il sopravvento.
Quando lavoriamo sul raggiungimento degli obiettivi, commettiamo spesso lo stesso errore.
Viviamo proiettati in un futuro ideale, concentrati unicamente sul traguardo finale, finendo per misurare ogni nostra giornata solo in base a “ciò che manca ancora” per arrivare. In questo modo, l’entusiasmo si spegne e la motivazione cala.
Se ti chiedi come trovare la motivazione quando la strada si fa dura, la risposta è dentro e dietro di te.
C’è un gesto semplice che la montagna insegna a compiere e che raccomando sempre a chi sceglie di fare un percorso di coaching individuale con me: fermarsi e voltarsi indietro.
Ogni tanto, fai un bel respiro e girati verso la valle. Guarda fin laggiù, nel punto in cui hai allacciato gli scarponi qualche ora prima.
Noterai che il parcheggio da cui sei partita/o è diventato un puntino quasi invisibile, che quel bosco che ti sembrava insuperabile è ormai sotto i tuoi piedi e che hai superato tornanti che dal basso ti sembravano impossibili.
Tutto quel cammino lo hai fatto tu, metro dopo metro.
Per raggiungere i propri obiettivi mantenendo la gioia lungo il percorso, è fondamentale imparare a valorizzare la strada già fatta.
La soddisfazione più autentica non arriva dall’ossessione per la meta, ma dal riconoscimento dei tuoi piccoli progressi quotidiani.
Non aspettare di toccare la cima per concederti di sentirti orgogliosa/o di te.
Voltati, guarda quanta strada hai già percorso, riconosci la bellezza dei tuoi passi e usa quella meraviglia per ripartire.
Celebra i risultati raggiunti
Imparare a riconoscere i tuoi passi metro dopo metro è ciò che ti sostiene lungo tutto il percorso, fino a quando, un tornante dopo l’altro, ti ritrovi finalmente in cima.
Ed è proprio lì che la montagna ci insegna un ultimo, fondamentale rituale: fermarsi a celebrare ciò che si è conquistato.
Conosco molto bene la sensazione che si prova quando si compiono gli ultimi passi verso la cima e, all’improvviso, il sentiero smette di salire.
Togliersi lo zaino dalle spalle e meravigliarsi di fronte al panorama: in quel momento, la vista ripaga immediatamente tutta la fatica.
Eppure, quante volte ci concediamo davvero di vivere questo momento nella nostra quotidianità?
Nella vita di tutti i giorni siamo spesso vittime di una trappola.
Non appena riusciamo a raggiungere un obiettivo per cui abbiamo lavorato duro (che si tratti di un progetto concluso, di un traguardo personale o di un cambiamento di vita), spuntiamo la casella sulla nostra lista delle cose da fare e passiamo immediatamente alla sfida successiva. Senza fermarci. Senza nemmeno concederci il tempo di fare un bel respiro e prendere consapevolezza della bellezza di ciò che abbiamo costruito.
È stata proprio la montagna a insegnarmi il valore della pausa e l’importanza di praticare la gratitudine.
Quando arrivi in quota, infatti, l’ambiente stesso ti invita a compiere un rituale quasi naturale: ti siedi su una roccia, bevi un sorso d’acqua e rimani lì a osservare la strada fatta, lasciandoti riempire dalla meraviglia del panorama.
Nella vita di tutti i giorni tendiamo a saltare questo momento, ma celebrare il raggiungimento degli obiettivi è la traduzione quotidiana di quella sosta in vetta.
Non si tratta di vanità o di una perdita di tempo, ma di un passaggio emotivo fondamentale: è l’istante in cui ti concedi di provare gioia, riconoscere i tuoi sforzi e dire a te stessa/o “Ce l’ho fatta, posso fidarmi delle mie capacità”.
È solo nutrendoti di questa consapevolezza che ricarichi le tue riserve di energia e fiducia prima di intraprendere un nuovo cammino.
Raggiungere un obiettivo: cosa mi ha insegnato la montagna
Ed è proprio mettendo insieme ciascuno di questi passaggi (dalla scelta di fare il primo passo fino alla gioia della celebrazione) che si rivela il senso profondo del viaggio, dell’intero percorso.
Se oggi mi fermo a guardare indietro, ripensando alle valli che ho attraversato, i boschi che ho esplorato e le cime che ho raggiunto, mi rendo conto di una cosa sorprendente.
Ogni singolo sentiero che ho percorso non è stato solo un allenamento o un trekking, ma una vera e propria lezione di vita.
Mi ha fornito strumenti concreti e intuizioni potenti che porto ogni giorno nel mio lavoro di Professional Life Coach.
La montagna mi ha insegnato la lezione più importante di tutte: raggiungere un obiettivo non si riduce mai a una questione di strategia, di liste precise o di pianificazione.
Una buona mappa serve, certo, ma per arrivare in fondo serve qualcosa di più profondo.
Richiede cuore, per non smettere di credere in ciò che desideri.
Richiede resilienza, per andare avanti quando il sentiero si fa impervio.
Richiede ascolto, per capire quando spingere e quando riposare.
E, soprattutto, richiede di coltivare una connessione autentica con la tua natura, con la tua essenza e con i tuoi ritmi.
La prossima volta che ti senti paralizzata/o su come raggiungere un obiettivo, che ti ritrovi ferma/o al bivio davanti a un progetto o a un cambiamento che desideri fare, e quel traguardo ti sembra una parete lontanissima, chiudi gli occhi per un istante.
Immagina di trovarti proprio lì, ai piedi di un sentiero, respira a pieni polmoni, senti la terra solida sotto i piedi. E poi concediti di fare una cosa soltanto: fai il primo passo.
Se senti che è il momento giusto per metterti in cammino, ma hai bisogno di una bussola, di una guida che ti aiuti a tracciare la via senza forzare il tuo passo per trovare il tuo ritmo, ricorda che non devi per forza farlo da sola/o.
Possiamo iniziare questo cammino insieme. Prenota il tuo incontro conoscitivo per parlarmi delle tue sfide e dei tuoi obiettivi, e per capire insieme se il mio percorso di coaching può fare al caso tuo.
Domande frequenti (FAQ) sul raggiungimento degli obiettivi
La motivazione non è una costante. Per continuare ad avanzare quando l’entusiasmo iniziale svanisce, il segreto non è forzarsi, ma fare leva sul proprio perché profondo e sulla costanza.
Quando avverti un momento di stallo, smetti di guardare la cima e concentrati solo sul prossimo piccolo passo di oggi, ricordandoti di voltarti indietro per riconoscere la strada che hai già percorso.
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Ricalibrare la rotta o concedersi una pausa non significa aver fallito.
In montagna, se le condizioni meteorologiche peggiorano o le energie scarseggiano, regolare il passo o rinunciare momentaneamente alla vetta significa maturità e cura di sé.
Nella vita di tutti i giorni funziona allo stesso modo: se senti di non farcela, ascolta i tuoi segnali di affaticamento, ridimensiona i micro obiettivi e concediti il tempo necessario. La sostenibilità del percorso conta più della velocità.
Per evitare il blocco dovuto alla sopraffazione, applica la regola dei “due metri davanti a te”.
Prendi il tuo traguardo di vita o di carriera e scomponilo finché non ottieni un’azione minuscola e concreta da poter compiere nell’immediato (ad esempio: inviare una mail, leggere due pagine, dedicare dieci minuti a una ricerca).
Concentrandoti unicamente sull’azione presente, riduci lo stress e accumuli piccoli progressi costanti che ti “porteranno in quota” in modo naturale.
