Imparare a perseguire un obiettivo nel tempo è la vera sfida che affrontiamo ogni volta che desideriamo un cambiamento profondo.
Definire una meta, in fondo, è la parte più semplice: ci sentiamo carichi di energia, apriamo un quaderno nuovo e tracciamo i nostri buoni propositi, magari all’inizio dell’anno o dopo un momento di svolta.
Tuttavia, la vera differenza nei percorsi di crescita personale non la fa il momento della partenza, ma la capacità di mantenere la rotta giorno dopo giorno, soprattutto quando l’entusiasmo iniziale comincia a sfumare.
In questo articolo voglio chiarire perché il famoso strumento degli obiettivi SMART spesso non basta e quali sono gli elementi chiave per rendere il tuo percorso sostenibile, motivante e connesso a chi sei davvero.
Prima lascia che mi presenti.
Mi chiamo Stefania Sarga, sono una Life Coach e formatrice. Il mio lavoro consiste nel supportare chi si trova in una fase di transizione e di cambiamento: aiuto le persone a trovare chiarezza e direzione, costruendo un piano d’azione pratico e sostenibile per cambiare lavoro, lanciare il proprio progetto o ritrovare il proprio equilibrio.
Lo facciamo insieme non correndo più veloce, ma guidandoti a fiorire, con i tuoi tempi e al tuo ritmo, esattamente come la Natura ci insegna a fare.
Perché molte persone abbandonano i propri obiettivi
Nel mondo dello sviluppo personale si parla tantissimo di come definire i propri traguardi.
Ci insegnano a scriverli su un foglio, a visualizzarli e a seguire dei modelli, come il metodo SMART.
Tutto davvero molto utile ma la verità, che emerge spesso anche nei miei percorsi di coaching, è che siamo diventati bravissimi a definire gli obiettivi, ma facciamo fatica a capire come perseguirli nel tempo.
Definire un obiettivo è un atto rassicurante: è come tracciare una rotta su una mappa restando seduti comodi.
Abbandoniamo i nostri obiettivi perché, non appena usciamo di casa per iniziare il viaggio, ci scontriamo con la realtà.
Se abbiamo speso tutte le nostre energie solo per definire la meta, senza prepararci ad affrontare il cammino, alla prima difficoltà la mente ci suggerirà di lasciar perdere.
Inoltre, tendiamo spesso a definire mete che non sono veramente nostre, basate sulle aspettative altrui, sulle mode del momento o su un’idea di successo che non ci appartiene.
Quando la meta è solo una lista di cose da fare e non è radicata in un significato profondo, l’abbandono non è una possibilità, ma diventa una certezza.
Cosa significa davvero perseguire un obiettivo
Mentre definire riguarda il cosa (il risultato finale), perseguire un obiettivo riguarda il come (il processo e l’azione).
Capire come raggiungere un obiettivo non significa soltanto sognare il traguardo, ma spostare l’attenzione sui singoli passi che scegli di compiere ogni giorno.
Significa intraprendere un vero e proprio processo di trasformazione personale.
Quando decidi di metterti in cammino, stai scegliendo una direzione che dà senso alle tue giornate e accetti che la mappa che avevi disegnato potrebbe cambiare.
Richiede flessibilità per riadattare i piani, se necessario, costanza e una profonda connessione con te stessa/o nei momenti in cui le cose non vanno come avevi previsto.
Significa smettere di fare affidamento sulla motivazione iniziale (quella che provi quando scrivi l’obiettivo) e iniziare a capire come ritrovare la motivazione intrinseca, quella che si alimenta attraverso le abitudini quotidiane, la disciplina e la coerenza con i tuoi valori, che nasce da una scelta consapevole e dal desiderio di onorare chi sei e cosa reputi davvero importante per te.
Il ruolo fondamentale dei valori personali
Se c’è un elemento che determina se riuscirai o meno a perseguire un obiettivo fino in fondo, quello non è la disciplina ferrea, ma l’allineamento con i tuoi valori personali.
I valori non sono concetti astratti o belle parole da scrivere su un quaderno. Sono il tuo sistema di navigazione interno, le regole che guidano le tue scelte e che danno un senso alla tua vita.
Quando un obiettivo è scollegato dai tuoi valori, percepirai ogni sforzo come una forzatura enorme. Finirai per autosabotarti perché, a livello inconscio, stai andando contro te stessa/o.
Al contrario, quando la tua meta è l’espressione autentica di ciò che ti sta a cuore, la fatica non sparisce, ma cambia significato.
I tuoi valori diventano la tua bussola interna: quel punto fermo che ti sostiene nei momenti di dubbio e ti ricorda che non stai semplicemente inseguendo un risultato, ma stai onorando te stessa/o.
Perseguire un obiettivo: la mia esperienza personale
Prima di vedere insieme le domande pratiche che ti aiuteranno a perseguire i tuoi obiettivi, voglio condividere un pezzetto della mia storia.
Ho vissuto un periodo della mia vita in cui mi sentivo completamente senza direzione.
Lavoravo come dipendente, sopraffatta da ritmi che non mi appartenevano e in un contesto molto distante dai miei valori più profondi.
Ero molto vicina al burnout, non sapevo che strada prendere e non capivo verso quale traguardo stessi davvero camminando.
In quel momento, ho capito che non potevo continuare a spingere sull’acceleratore ignorando la mia voce interiore. Avevo bisogno di fare spazio dentro di me.
La svolta è arrivata durante il percorso di formazione per diventare Professional Life Coach. Lì ho imparato per la prima volta a farmi delle domande diverse, più sincere, profonde e a tratti scomode. Sono esattamente le stesse sei domande che sto per condividere con te.
Rispondere con totale onestà è stato un atto di grande consapevolezza: ho capito che era arrivato il momento di fare una scelta e tracciare un percorso professionale del tutto nuovo.
Desideravo creare un’attività capace di generare un impatto reale e positivo sulla vita delle persone, ponendomi come guida nei loro momenti di evoluzione e cambiamento.
Oggi svolgo questo lavoro con grande gratitudine, ma ci tengo a dirti una cosa a cui tengo molto: non mi considero una persona arrivata, una trappola fin troppo comune nel mondo dello sviluppo personale.
Proprio come te, e come ognuno di noi, anche io sono in continua evoluzione.
Imparare a perseguire i propri obiettivi non significa non avere mai più dubbi, ma sviluppare la sensibilità per ascoltarsi e il coraggio di ricalibrare la rotta ogni volta che la vita ce lo richiede.
Le 6 domande da porti prima di iniziare
Per assicurarti quindi che il tuo viaggio sia sostenibile e che tu sia realmente pronta/o a perseguire un obiettivo fino in fondo, fermati un attimo e rispondi quindi con onestà a queste sei domande di riflessione.
È coerente con i miei valori?
Questa è la primissima verifica da fare, la fondamenta su cui poggia tutto il resto.
Il tuo obiettivo onora i tuoi valori fondamentali o li calpesta?
Se uno dei tuoi valori primari è la Libertà o la Salute, ma il tuo obiettivo ti costringe a lavorare 14 ore al giorno rinunciando al sonno, al tuo tempo libero o agli affetti, vivrai un perenne conflitto interiore.
Nella mia esperienza, sia personale sia con le persone che affianco nei percorsi di coaching, ho visto tanti progetti sfumare non per pigrizia, ma perché andavano a scontrarsi con un valore profondo non ascoltato.
Assicurati che la tua meta sia sempre allineata ai tuoi valori personali: solo così troverai la serenità necessaria per portarla avanti.
Perché è importante per me?
Una volta accertato che l’obiettivo rispetta chi sei, hai bisogno di capire cosa lo muove dall’interno. Qual è il tuo vero perché?
Se la spinta è superficiale (ad esempio “voglio dimostrare agli altri che valgo” o “voglio guadagnare di più senza un motivo preciso”), crollerà alla prima difficoltà.
Chiediti con totale trasparenza: questo traguardo nasce da un tuo desiderio autentico o è il riflesso di aspettative esterne?
Nel mio percorso ho imparato che il vero motivo non è mai un numero o un titolo, ma la sensazione che quel traguardo ti regalerà.
Cerca il significato profondo: in che modo questo percorso arricchirà la tua vita a livello personale, emotivo e spirituale?
È realistico e sostenibile?
Avere un perché forte accende la spinta iniziale, ma per tenere la fiamma accesa nel tempo dobbiamo fare i conti con la realtà di tutti i giorni.
Spesso, presi dall’entusiasmo, tendiamo a fissare scadenze irrealistiche e a caricarci di ritmi che semplicemente non sono sostenibili nella nostra quotidianità.
Perseguire un obiettivo richiede tempo, pazienza e un profondo rispetto per le tue energie.
È una lezione che ho imparato a mie spese: quando lavoravo come dipendente ho rischiato il burnout.
Il mio corpo mi mandava segnali chiari, ma io sceglievo di ignorarli, finendo per accumulare forte stress e frustrazione. È stato proprio quel limite a insegnarmi che l’ascolto di sé è fondamentale.
Oggi mi chiedo sempre: le azioni che scelgo di compiere ogni giorno per raggiungere un obiettivo si incastrano in modo sano, realistico e sostenibile nelle mie giornate?
Un traguardo raggiunto a costo del tuo benessere fisico ed emotivo non è mai una sana vittoria.
Mi entusiasma davvero?
La sostenibilità e la pianificazione garantiscono che tu possa reggere il ritmo, ma senza una spinta emotiva il cammino rischia di trasformarsi in una gabbia di doveri.
La razionalità è utile per organizzare, ma è l’emozione che ti fa agire.
Pensare a questo obiettivo ti fa battere il cuore? Ti emoziona? Ti fa svegliare al mattino con la gioia di agire, nonostante la fatica?
Il mio punto di vista su questo è molto chiaro: la disciplina è fondamentale, ma da sola non basta. Se non c’è un pizzico di gioia o di meraviglia nella visione del percorso (e non solo del risultato finale), sarà davvero difficile continuare a camminare quando le cose si faranno sfidanti.
Posso adattarlo agli imprevisti?
Anche l’obiettivo più entusiasmante e pianificato nei minimi dettagli potrebbe incontrare deviazioni inaspettate.
La vita accade, le priorità cambiano e noi stessi siamo in continua evoluzione (compresi i nostri valori personali). Un obiettivo troppo rigido rischia di spezzarsi e di farti cadere nella trappola del senso di fallimento.
Hai margine di manovra? Sei disposta/o a modificare i tuoi piani, le tempistiche o le strategie senza sentirti sconfitta/o?
Imparare a prevedere un piano B e suddividere il traguardo in micro obiettivi intermedi ti permetterà di mantenere la rotta, dandoti la flessibilità necessaria per gestire quello che è al di fuori del tuo controllo.
Quale impatto avrà sulla mia vita e sugli altri?
Con quest’ultima domanda compiamo un vero salto di qualità: andiamo oltre la dimensione del traguardo personale per alzare lo sguardo e osservare l’impatto della nostra rotta sul mondo.
Nel Green Coaching, la specializzazione in cui mi sono formata come Professional Life Coach e che rappresenta il cuore del mio metodo, questa prospettiva è imprescindibile.
Ogni volta che decidi di perseguire un obiettivo importante, chiediti: che impatto avrà sulle mie relazioni, sul mio benessere mentale, sulla mia quotidianità, ma anche sul mondo e sulla società che mi circonda?
Quando mi sono trovata in quel momento di profonda crisi che ti ho raccontato prima, questa domanda è stata molto potente per me.
Mi ha permesso di comprendere una grande verità: i traguardi davvero autentici non sono mai egoistici, ma generano un valore anche per il mondo. Sono quelli capaci di portare un beneficio profondo a te, di contagiare in modo positivo chi ti sta vicino e di portare valore all’intero ecosistema in cui vivi.
Perseguire un obiettivo con un percorso di coaching personalizzato
Sapere come perseguire un obiettivo si impara un passo alla volta.
A volte un articolo di blog è sufficiente per ritrovare la bussola, ma altre volte sentiamo il bisogno di uno spazio protetto, senza giudizio e dedicato esclusivamente a noi, in cui fare chiarezza, ascoltarci e trasformare i desideri in azioni concrete.
Se senti che è arrivato il momento di dare forma al tuo cambiamento, il mio percorso di coaching individuale è nato proprio per accompagnarti lungo questa strada.
È il percorso ideale per te se:
- hai un progetto importante da realizzare, ma ti senti sopraffatta/o dalla complessità e non sai come integrarlo nella tua quotidianità in modo sano e sostenibile.
- Ti trovi davanti a un bivio o ti senti confusa/o, e hai bisogno di ritrovare la direzione per capire quale strada sia davvero allineata ai tuoi valori e alla persona che stai diventando.
- Desideri passare dalle intenzioni ai fatti, costruendo un piano d’azione su misura per te, libero dalle pressioni esterne e centrato sul tuo benessere.
Insieme non cercheremo risposte preconfezionate: lavoreremo per fare emergere le tue risorse uniche, sciogliere i dubbi e tracciare il tuo cammino.
Se desideri iniziare il percorso insieme, ti invito a prenotare la tua chiamata conoscitiva gratuita.
FAQ | Domande frequenti sul perseguire un obiettivo
Quando la motivazione vacilla, il punto principale per continuare a perseguire un obiettivo non è imporsi una disciplina spietata, ma tornare al proprio perché profondo.
Inoltre, fermati e chiediti se il ritmo che ti stai imponendo è ancora sostenibile o se ti sta avvicinando al burnout.
Spesso la mancanza di motivazione non è pigrizia, ma un segnale del tuo corpo che ti chiede di riposare o di riadattare i piani rispettando le tue energie.
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Più un obiettivo è importante per noi, più la nostra mente cerca di frenarci.
Questo accade perché il nostro cervello è programmato per proteggerci dall’ignoto, e perseguire un obiettivo importante per te ti costringe a uscire dalla zona di comfort e a mettere in discussione la tua vecchia identità.
L’ansia non significa che stai sbagliando strada o che non sei all’altezza, ma semplicemente che stai toccando un punto di profonda trasformazione. Impara a leggere quella tensione non come un segnale di stop, ma come la prova che quel passo per te ha un valore immenso.
Succede quando confondiamo l’autodisciplina con la rigidità.
Se vivi il riposo come una colpa o come tempo sprecato, stai valutando il tuo valore di persona solo in base a quello che produci.
Per perseguire un obiettivo in modo sano e sostenibile, il riposo, la pausa e lo spazio vuoto non devono essere considerati un lusso, ma fasi fondamentali del processo stesso.
Senza pause, la creatività si spegne e la chiarezza mentale svanisce. Un obiettivo davvero sostenibile non ti chiede di prosciugarti, ma ti insegna a bilanciare l’azione con la cura e l’ascolto di te.
La paura di fallire porta con sé ansia, procrastinazione o senso di inadeguatezza, ma dietro c’è ancora un desiderio vivo di raggiungere quella meta.
Quando invece un obiettivo smette di appartenerti, quello che provi non è paura, ma indifferenza o una sensazione che qualcosa stia stonando con la tua essenza.
Se perseguire un obiettivo ti chiede continuamente di tradire i tuoi valori o ti genera un senso di oppressione invece che di espansione, ricalibrare la rotta non è una resa per paura, ma una scelta di rispetto verso chi sei.
Ricorda che siamo esseri umani in continua evoluzione e la vita è imprevedibile: perseguire un traguardo non significa seguire in modo rigido la mappa iniziale, ma avere la flessibilità di adattare strategie e tempistiche. Cambiare idea non è un fallimento, ma un atto profondo di consapevolezza.
Articolo scritto in collaborazione con Life Planner.
